(ENCICLOPEDIA BRITANNICA – 1961)
Eroe di una serie di ballate la prima delle quali databile perlomeno al 14° secolo. William Langland, nella versione B della The Vision of Piers the Plowman, databile al 1378 circa, cita le "rime di Robyn Hood" e prove implicite derivate dalle prime ballate che confermano che queste dovevano essere molto conosciute in quel tempo. Altre allusioni medioevali a Robin Hood, come quella del cronista scozzese John di Fordun, nell'opera continuata da Walter Bower come Scotichronicon (edito da T. Hearne, 1722, vol iii, pp. 773-4), rendono chiaro che le ballate già in circolazione erano l'unica prova, disponibile per questi scrittori, della sua esistenza. Sono stati fatti numerosi tentativi che una tale persona sia un tempo esistita. L'albero genealogico inventato dall'antiquario del 18° secolo William Stukeley può essere messo da parte sebbene questo possa essere stato l'origine della credenza popolare e moderna che Robin Hood era contemporaneo a Riccardo I. Solo dopo l'edizione del 1847 a cura di J.M. Gutch delle Lytyll Geste of Robin Hode venne avanzata la più seria ipotesi che Robin poteva essere stato uno dei seguaci diseredati di Simon di Montfort dopo la sconfitta di Eversham del 1265. Questa ipotesi venne ripresa nel King Henry II and the Lord Edward (1947) di Sir Maurice Powicke che nomina il fuorilegge delle contee dell'Inghilterra centrale chiamato Roger Godberd. Hood o Hod non era un nome poco comune. A.L. Poole (in From Domesday Book to Magna Carta, 1951) e J.C. Holt (vedi nella BIBLIOGRAFIA) preferisce Robert Hood o "Hobbehod", un fuggiasco dello Yorkshire, citato nei registri della fine del 1220. Un altro Robert Hood venen scoperto da Joseph Hunter nei conti per i vestiti di Edoardo II. Egli ipotizza che questo fosse un fuorilegge seguace del conte Thomas di Lancaster, uno dei "contrariants" perdonati da Edoardo II nel corso della sua visita nel nord nel 1323 (vedi Critical and Historical Tract, no. iv, 1852). J.W. Walker fece rinascere questa teoria (Yorkshire Archaeological Journal, 1944) e diede a questa ulteriore verosimiglianza indicando una famiglia Hood citata nei registri di corte del maniero di Wakefield nel West Riding dello Yorkshire, la zone dove alcuni episodi delle ballate sono collocati.
E' chiaro che i fondamenti probativi delle diversi identificazioni di Robin Hood, distribuite come sono nel corso di 150 anni, sono molto fragili. E' anzi molto probabile che le origini della leggenda devono essere trovate nel 13° piuttosto che nel 14° secolo. Fu nel primo periodo che lo sceriffo era più importante come rappresentante locale della legge e dell'ordine e che vi era un grandissimo risentimento contro le leggi della foresta. E' possibile che uno degli uomini chiamati Robin Hood fosse l'uomo intorno al quale la leggenda si cristallizzò ma non vi è alcuna ragione per supporre che costui prese parte agli eventi raccontati nelle ballate. Le storie debbono esser considerate essenzialmente come proiezioni dell'immaginazione popolare e le ballate, interpretate in modo corretto, sono quindi importanti come registrazioni storiche del pensiero medioevale se ed in quanto registrazioni di avvenimenti del periodo.
Sebbene molte delle ben note ballate di Robin Hood sono postmedioevali, vi è un nocciolo che può certamente essere attribuito al periodo medioevale. Vi sono Robin Hood ed il monaco; Robin Hood e Guy di Gisborne; Robin Hood ed il vasaio; e Lytyll Geste of Robin Hode che contiene tutte le caratteristiche essenziale delle leggende e dal quale si possono dedurre quali aspirazioni popolari fossero incarnate nella vita e nella morte dell'eroe. La caratteristica più ovvia della vita di Robin Hood è il fatto che fosse un ribelle e contro l'autorità e gli episodi più straordinari mostrano lui ed i suoi compagni che derubano ed uccidono gli uomini che la rappresentano. Il loro nemico più ricorrente è lo sceriffo di Nottingham, il principale agente locale del governo centrale. Dopo di questo vengono i ricchi proprietari terrieri ecclesiastici tra i quali il più vivacemente ritratto è l'abate del monastero benedettino di St. Mari a York.
La cortesia che caratterizza il trattamento riservato da Robin Hood al cavaliere povero, alle donne ed alle persone di condizione umile scompare quando egli ed i suoi seguaci hanno a che fare con lo sceriffo ed i suoi rappresentanti (come Guy di Gisborne).
Inoltre le prime ballate rivelano la crudeltà che un aspetto inevitabile delle relazioni sociali dell'età medioevale. Lo sceriffo viene colpito con le frecce e decapitato, la testa di Guy di Gisborne è infissa sull'estremità di un arco ed il viso mutilato.
Il monaco e Much "il piccolo paggio" (da non confondersi con Much, il figlio di Miller che appare in alcune storie) vengono decapitati. Robin muore dissanguato per mano della priora di Kirklees. La sua amante viene trucidata e data in pasto ai cani.
Tra i compagni di Robin Hood quello che appare con maggior frequenza come un protagonista con la sua individualità è Little John. E' il protagonista di alcuni degli episodi più divertenti come quando prende servizio presso lo sceriffo di Nottingham travestito da Reynald Grenelefe. Un altro compagno tradizionale di Robin Hood è lady Marion, ma questa è una tradizione postmedioevale.
A partire dal 16° secolo le storie di Robin Hood furono frequentemente mimate come parte dei giochi del giorno di Maggio (vedi Maggio) e Marion associata a Robin, come è adatto in una celebrazione che può aver avuto origine da un culto della fertilità. Costei era, comunque, quasi certamente presa a prestito da una copia pastorale francese, Robin e Marion, che appaiono nella pastourelle drammatizzata di Adam de la Halle Jeu de Robin et Marion (1283 circa). Marion non appare in alcuna delle ballate medioevali; da queste le donne sono quasi completamente assenti.
Sebbene il principale nemico di Robin Hood era lo sceriffo di Nottingham, elementi intrinseci delle prime ballate rendono chiaro che l'azione ebbe luogo molto spesso nello Yorkshire del sud.
L'incontro di Robin con Sir Richard Atte Lee fu nel Barnesdale, tra Doncaster e Wakefield.
"Reynald Grenelefe" proveniva da Holderness. L'abate malvagio proveniva da York. Il convento
di monache di Kirklees era tra Halifax e Wakefield.
La autentiche ballate di Robin Hood, quindi, sono l'espressione poetica di aspirazioni popolari del nord, in un'epoca turbolenta di ribellioni baronali e malcontento agrario che culminò nella ricolta dei contadini del 1381 (vedi). Il tema del fuorilegge libero ma perseguitato che assapora i diritti di caccia nella foresta vietati e che mette nel sacco od uccide le forze della legge e dell'ordine sarebbe naturalmente piaciuto alle classi povere, sia urbane che rurali, sia ai liberi che ai servi della gleba ed anche tra gli elementi turbolenti tra i la piccola nobiltà proprietaria terriera.
Dal 16° secolo in avanti il carattere essenziale della leggenda venne alterato. Il cronista Richard Grafton nel suo Abridgement of Chronicles (1562, p. 54) suggerì che Robin Hood fosse un nobile decaduto; questo fatto venne ripreso dai commediografi di corte Anthony Munday e Henry Chettle in The Downfall of Robert Earl of Huntingdon e The Death of Robert, Earl of Huntingdon (1601); costoro identificarono inoltre lady Marion come Matilda Fitz Walter.
Sebbene questo nuovo elemento accrescesse il fascino romantico di Robin, privò la leggenda del mordente sociale delle prime ballate e le ballate post-medioevali, senza dubbio il risultato di un perduto ed importante impulso originale, persero anche molta vitalità e valore poetico.
BIBLIOGRAFIA.- F.J. Child, The English and Scottish Popular Ballads, vol iii (1888); R.H. Hilton, "The Origins of Robin Hood" Past and Present, no. 14 (nov. 1958); J.C. Holt, "The Ballads of Robin Hood," ibid., no. 18 (nov. 1960); W.J. Entwistle, European Balladry (1939); E.K. Chambers, English Literature at the Close of the Middle Ages (1945).
FORESTA DI SHERWOOD
una delle più antiche foreste inglesi, nel Nottinghamshire. Si estende da Nottingham in direzione nord verso Worksop, lunga oltre 20 miglia (32 km.) e larga da 5 va 9 miglia (da 8 a 14 km.). Sebbene soggetta alle leggi della foresta non è citata nel Domesday Book (il Grande Libro del Catasto d'Inghilterra fatto compilare da Guglielmo il Conquistatore nel 1086) poiché non era soggetta a tassazione. Sherwood, foresta della corona sin dai tempi di Enrico I, è tradizionalmente conosciuta come il nascondiglio del fuorilegge Robin Hood. Un tempo vi viveva un gran numero di cervi. Oggi circa 5.000 ettari sono di proprietà della Forestry Commission come piantagioni produttive, per lo più pini; rimangono molte vecchie querce, vi sono alcune betulle e faggi ed una gran quantità di felci. La foresta è sull'arenaria di Bunter e la maggior parte del terreno è troppo povero per l'agricoltura; nel 18° secolo venne costituiti dei grandi parchi, con estesi terreni boscosi, formando le "Dukeries". Strati di carbone situati a grande profondità sono stati ampiamente valorizzati e sono state aperte miniere di carbone. Mansfield (vedi) è la città principale.
http://www.roccadellecaminate.it/